L’Arezzo è in Serie B: il riscatto di Bucchi, la firma per lo stadio e la fine di un’attesa lunga 19 anni

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26 Aprile 2026
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L’Arezzo torna in Serie B dopo un’agonia lunga 19 anni. Con la schiacciante vittoria per 3-1 sulla Torres, gli amaranto chiudono il campionato a 80 punti, tenendo a distanza l’Ascoli e riconquistando una cadetteria che mancava dalla sfortunata e travagliata stagione 2006/07. Al triplice fischio del “Città di Arezzo”, davanti a quasi 8.000 spettatori, è esplosa la festa tra fumogeni, un’invasione di campo e una gigantesca lettera “B” issata sul prato.

È la fine di un tunnel buio in cui l’Arezzo ha dovuto incassare ben due fallimenti societari (nel 2010 e nel 2018) e ripartire più volte dai dilettanti, giocando in Serie D fino ad appena tre anni fa.

La partita decisiva è stata lo specchio di una stagione dominata, in cui il Cavallino ha incassato solo quattro sconfitte complessive. Nonostante lo spavento per il momentaneo pareggio sardo a inizio ripresa con Di Stefano, l’Arezzo ha messo in cassaforte la partita e il campionato grazie alle reti di Tavernelli nel primo tempo, la magia a giro di Arena e il sigillo finale di Pattarello al 95′.

Le immagini più toccanti della giornata sono state le lacrime di mister Cristian Bucchi. Dopo una carriera da giocatore segnata da grandi successi (come la promozione in A col Vicenza) ma anche da momenti bui, Bucchi ha trovato ad Arezzo il palcoscenico per consacrarsi definitivamente anche come tecnico vincente. “Non è stata una cavalcata facile, ma proprio per questo è ancora più bella,” ha dichiarato l’allenatore, elogiando la tenacia dei suoi ragazzi.

Dietro questa impresa c’è la solida alleanza tra il presidente Guglielmo Manzo e il direttore sportivo Nello Cutolo. Già proiettato al futuro, dettando la linea per la prossima annata, all’insegna della continuità e senza stravolgimenti: “Adesso ci affacciamo in una categoria difficile, spregiudicata. Dovremo lavorare tantissimo per presentarci bene, con grandissima umiltà”.

Prima di tuffarsi sul mercato, però, la dirigenza dovrà onorare il voto fatto per celebrare la promozione: una camminata a piedi da Rigutino fino alla Madonna del Conforto. Sul campo, invece, la squadra è attesa sabato dalla sfida di Supercoppa in casa contro il Vicenza, un’occasione per alzare al cielo un ulteriore trofeo.

La festa per la Serie B è stata accompagnata da un’altra notizia di portata storica per il club e per la città. La società ha infatti firmato con il Comune di Arezzo una convenzione che assegna al club il diritto di utilizzo dello stadio per ben 90 anni. Si tratta del primissimo accordo di questo genere siglato in Italia sfruttando la nuova Legge Stadi. Un traguardo burocratico e infrastrutturale che permetterà alla società di programmare investimenti a lunghissimo termine.

Con un nuovo stadio assicurato e il pass per la cadetteria in tasca, l’Arezzo può finalmente mettersi alle spalle i fantasmi del passato, in particolare quelli di quel 2007 in cui – pur avendo in panchina allenatori del calibro di Antonio Conte e Maurizio Sarri e fermando squadre come Juve e Napoli – maturò una cocente retrocessione. Oggi la storia si è capovolta: l’Arezzo è tornato grande.

 

A cura di
  • Francesco Sebastiani