Volley. Pallavolo in Umbria: una lunga storia di successi
La storia della Pallavolo umbra – ed italiana – non sarebbe la stessa senza la Sir, una società in grado di portare Perugia e l’Umbria non solo sul tetto nazionale ma anche su quello continentale e mondiale. Ma prima ancora della Sir il Volley umbro ha vissuto fasi di splendore che, seppur senza il successo che la società del patron Gino Sirci avrebbe toccato nei tempi recenti, hanno comunque creato le basi per quegli storici risultati e sedimentato un interesse attorno alla Pallavolo che ha ormai contagiato l’intera regione. Ci interessa ricordare alcune di queste esperienze, sia nel maschile che nel femminile, che hanno contribuito alla promozione di questo bellissimo Sport in Umbria.
La prima stagione di una squadra umbra nella massima serie pallavolistica è datata 1972, quando la Famosa Mobili Città di Castello debuttò nella Serie A femminile. Un risultato, come ricorda il sito della Pallavolo Città di Castello, arrivato in tempi record (solo nel 1967 l’allora Fisa-Tifernum si iscrisse ai campionati FIPAV) e con una squadra interamente composta da giocatrici del luogo. Le castellane disputarono due stagioni: retrocesse sul campo dopo il nono posto dell’annata 1972-73, vennero ripescate dopo la mancata iscrizione di una delle neopromosse, per poi comunque salutare la massima serie con l’ultimo posto della stagione 1973-74. Nonostante i risultati, quello che le giocatrici tifernati vissero in quei due anni nel cosiddetto “capannone” di via Angelo da Orvieto – il campo di casa che altro non era che una palestra improvvisata dentro i seccatoi del tabacco della F.A.T. – rimase nella storia e fece da pioniere allo sviluppo della Pallavolo in Umbria.
Per ritrovare una squadra umbra in Serie A1 bisognerà aspettare il 1988, anno in cui l’Olio Venturi Spoleto conclude al primo posto il suo girone di Serie A2 ed ottiene la promozione diretta. In panchina c’è Carmelo Pittera, non uno qualunque: nel 1978 guidò la Nazionale italiana da Commissario Tecnico alla conquista dell’argento ai Mondiali, sconfitto in finale solo dall’imbattibile Unione Sovietica ma trovando comunque il primo grande successo della storia della Pallavolo italiana; da Direttore Tecnico accompagnerà poi gli Azzurri a tre edizioni dei Giochi olimpici, con la soddisfazione di vincere la prima medaglia olimpica della storia del Volley nazionale con il bronzo di Los Angeles 1984. Sempre nel 1978 Pittera aveva fatto la storia anche a livello di club, vincendo lo Scudetto con Catania, primo titolo nazionale di una squadra siciliana in tutte le discipline: in campo c’era Fabrizio Nassi, schiacciatore che fu anche capitano azzurro nel 1978 e che Pittera aveva riportato a Spoleto per gli ultimi anni di carriera. Assieme a Nassi in quella Olio Monini c’erano anche Vjaceslav Zaytsev, palleggiatore, primo pallavolista sovietico a giocare da professionista all’estero e padre di quell’Ivan che diventerà parte integrante e centrale della storia della Sir, e Damiano Pippi, giovanissimo schiacciatore che mosse i primi passi tra i grandi in quella stagione e che diventerà parte della generazione di fenomeni italiana.
È da loro che parte la storica campagna di Spoleto in Serie A1, durata un quinquennio ed intramezzata solo dalla retrocessione nella stagione 1989-90, prontamente corretta con un’immediata promozione. L’annata più memorabile è quella 1991-92, quella dei primi (ed unici) play-off: arrivata decima e senza grosse pretese, l’Olio Monini batté a sorpresa in due gare quella Carimonte Modena che aveva vinto tutto solo qualche anno prima ed arrivò poi ad un passo dall’eliminare anche la Sisley Treviso seconda in regular season, perdendo la decisiva gara-3 soltanto al tie-break. Capo-allenatore era l’argentino Raúl Lozano, che nel 2001 vincerà proprio a Treviso uno Scudetto; in campo a guidare Spoleto c’era Ljubomir Ganev, gigantesco schiacciatore bulgaro di due metri e dieci che fu l’autentica rivelazione del campionato, aiutato dall’alzatore Giuseppe Selvaggi e dal centrale jugoslavo Zarko Petrović. Per l’Olio Monini – che a partire da quella stagione disputerà le partite in casa al PalaEvangelisti di Perugia – è anche l’ultimo squillo in massima serie: l’anno seguente arriverà un’altra retrocessione e poi molti anni di saliscendi tra A2 e B.
Ma qualcosa si mosse anche nel resto della regione. Proprio nel 1991 approda in A1 maschile l’Ingram Città di Castello, allenata dal solito Pittera: resisterà una sola stagione, ma rimarrà per circa altri vent’anni l’unica annata con due squadre umbre contemporaneamente in massima serie. Soprattutto, nel 1989 trova la promozione nel primo campionato femminile la Sirio Perugia, compagine che riscriverà la storia della Pallavolo umbra e lo farà fin da subito: dopo la prima salvezza del 1990, la Sirio sponsorizzata Imet giocherà due finali Scudetto consecutive, arrivate dopo altrettanti primi posti in regular season, perse prima con Ravenna e poi con Matera. Soprattutto, nel 1992 vincerà il suo primo titolo, la Coppa Italia, battendo in finale proprio le lucane: in quella squadra, tra le altre, giocavano una giovanissima Maurizia Cacciatori, che vincerà poi tutto a livello di club, e Guendalina Buffon, sorella di Gianluigi campione del mondo nel Calcio; allenatore era Bernardinho, tutt’ora il coach più titolato della storia della Pallavolo con più di trenta titoli mondiali ed olimpici con le nazionali brasiliane.
Anche in quel caso, comunque, l’exploit della Sirio sembrò momentaneo. Dopo un paio di stagioni di basso profilo, la retrocessione del 1995 appariva come uno schiocco di dita a riportare alla realtà la Pallavolo umbra. Al contrario fu solo una momentanea interruzione dal sogno. Ritrovata subito l’A1 e dopo un paio d’anni d’assestamento, la Sirio incominciò a macinare successi: nel 1999 un’altra Coppa Italia, nel 2000 la Coppa delle Coppe, infine nel 2003 il primo Scudetto, arrivato dopo il primo posto nella stagione regolare e con un percorso quasi netto ai play-off – 9 vittorie e solo una sconfitta, in finale contro l’AGIL Novara – impreziosita infine dalla terza Coppa Italia. Perugia si è sbloccata e non smette più di vincere: altri due Scudetti nel 2005 e nel 2007, due Coppe Italia negli stessi anni, una Supercoppa nel 2008. E pure all’estero, prima con la Coppa CEV nel 2005 e nel 2007, poi con le Champions League del 2006 e del 2008 che portano la Sirio sul tetto d’Europa. In mezzo tante giocatrici di livello mondiale: da Dorota Świeniewicz ad Irina Kirillova, da Chiara Arcangeli a Simona Gioli, dalle cubane Mirka Francia e Taimarys Agüero alle brasiliane Fofão e Walewska de Oliveira fino ad Antonina Zetova ed Antonella Del Core, tutte pallavoliste che ripetono i successi con il club anche in nazionale. Alla guida tecnica, se si esclude la stagione della seconda Champions League dove allena la Sirio Emanuele Sbano, c’è sempre Massimo Barbolini, dieci anni a Perugia tra il 1997 ed il 2007 dove vince tutto e si guadagna anche la panchina della Nazionale femminile – anche lì, due Europei vinti.
Negli stessi anni anche il maschile assaggia livelli che, seppur non paragonabili in quanto a vittorie e trofei, arrivano molto vicini ad esserlo. Nel 2001 nasce il Perugia Volley, che acquista il titolo sportivo di Castiglione del Lago ed inizia subito in A2: tempo un anno ed è già massima serie, un altro anno ed ecco i primi play-off, dove da ottava in classifica Perugia batte la testa di serie Trento e si ritrova in semifinale. Infine la finale Scudetto, raggiunta nella stagione successiva 2004-05 con in panchina Ferdinando De Giorgi dopo aver ribaltato il fattore campo con Piacenza in semifinale: con Treviso la battaglia dura poco, tre sconfitte con un solo set vinto, ma per una società che è solo al terzo anno di Serie A1 resta un risultato non indifferente. Sarà anche il miglior piazzamento in campionato della storia della RPA Perugia, che in compenso nel 2010 vincerà una storica Challenge Cup davanti al suo PalaEvangelisti: MVP di quella competizione fu Damiano Pippi, colui che mosse i primi passi tra i grandi con Spoleto e che chiuse con la Challenge perugina un cerchio ideale della storia della Pallavolo umbra, oltre che una carriera di grandi successi. Assieme a lui, passano per il capoluogo umbro anche Martin Lebl, Jan Stokr, Goran Vujevic, Giacomo Sintini, Andrea Giovi, Sebastian Swiderski, Enrique De La Fuente, Osvaldo Hernandez e molti altri.
Con il cambio di decennio qualcosa si inceppò nel duopolio Sirio-RPA. La femminile chiuse le attività nel 2011 dopo qualche anno di sobrietà e si dedicò al settore giovanile; la maschile si spostò a San Giustino proprio dopo la vittoria della Challenge Cup, si misurò un altro paio di anni in A1 e poi si fuse con Città di Castello, a sua volta scioltasi nel 2015 dopo due stagioni in massima serie. Dopo un decennio di incredibile spolvero del Volley umbro e perugino in un amen tornò il silenzio. Per fortuna destinato a durare poco: tra le donne sarà la Bartoccini a raccogliere l’eredità spirituale della Sirio con l’esordio in Serie A1 nel 2019, categoria dove la società perugina ha militato quasi ininterrottamente fino ad oggi. Tra gli uomini, invece, già nel 2012 una nuova ed ambiziosa società si affacciava al massimo campionato con prospettive di vittorie e successo. Ma questa è un’altra storia…
A cura di
- Giorgio Lucarini







