«La Sir ha rafforzato l’identità della città». Il fenomeno Perugia raccontato da Andrea Romizi
«Ricordo ancora una telefonata di un’ora con il presidente Sirci: ero in viaggio di nozze in California, ma i problemi del palazzetto non potevano aspettare». Con questo aneddoto Andrea Romizi, sindaco di Perugia dal 2014 al 2024, racconta il rapporto tra l’Amministrazione comunale e la Sir Safety Perugia, cresciuta negli anni fino ai vertici del Volley internazionale. Un confronto costante con l’allora assessore Emanuele Prisco a fare da tramite che l’ex primo cittadino definisce «estremamente bello ma anche diretto e vivace».
Un legame che Romizi collega soprattutto alla figura del presidente Gino Sirci. «Riconosco in Gino doti straordinarie: molti dei successi della Sir dipendono dalla sua figura. In oltre dieci anni sono cambiate molte persone, ma il progetto e i risultati hanno mantenuto una grande continuità».
Secondo l’ex Sindaco proprio l’entusiasmo e la tenacia dell’imprenditore hanno permesso di attirare attorno alla società numerose realtà imprenditoriali del territorio. «Si è creato un effetto moltiplicatore che ha coinvolto aziende locali e regionali. La Sir è riuscita a rafforzare l’immagine della città dando l’idea di una realtà vincente e organizzata dove Sport, impresa e sociale hanno saputo fare sistema».
Il cuore del rapporto tra club e Amministrazione è stato il palazzetto dello sport di Pian di Massiano. «È un’infrastruttura che negli anni ha avuto bisogno di cure. Grazie alla collaborazione tra Comune, Regione e società siamo riusciti a compiere diversi interventi, l’ultimo dei quali è stato l’ampliamento della capienza fino a cinquemila posti». Un passaggio necessario, secondo l’ex Sindaco, per mantenere l’impianto all’altezza di una squadra ormai protagonista a livello internazionale.
In questo percorso è stato importante anche il contributo manageriale di figure come Dino Rizzuto. «Una società che cresce così rapidamente richiede condizioni adeguate. Come Amministrazione abbiamo dovuto lavorare per garantire queste condizioni, sempre nel rispetto dei passaggi burocratici necessari».
La crescita della Sir è stata accompagnata da momenti che hanno segnato la memoria collettiva della città. «La finale del 6 maggio 2018 contro la Lube, quando arrivò il primo Scudetto, è stato un momento magico. Fu la consacrazione del percorso del club». Proprio in quegli anni arrivò anche il triplete della stagione 2017-2018, celebrato con l’iscrizione della squadra all’Albo d’Oro della città. «Alla Sala dei Notari ospitammo tutta la Sir per il riconoscimento più alto che Perugia assegna a chi porta lustro alla città». E ancora un’altra festa a Palazzo dei Priori per celebrare quattro trofei vinti nella stessa stagione.
Anche i successi internazionali hanno avuto un significato speciale. «Ricordo la vittoria al Mondiale per Club e la partita contro Trento: in quel momento molti perugini, anche quelli che vivono all’estero, hanno ritrovato un forte senso di appartenenza».
Nel corso degli anni il PalaBarton ha visto passare alcuni dei più grandi giocatori del Volley mondiale. Su tutti Wilfredo Leon, simbolo di un salto di qualità sportivo e mediatico. «La Sir non è una squadra che ruota attorno a un unico campione, ma ha sempre avuto una rosa ricca di grandi giocatori. Ogni volta che arrivava un nuovo fuoriclasse, il presidente Sirci cercava di presentarlo alla città, coinvolgendo i cittadini e rendendoli partecipi di quello che stava accadendo». Questo processo ha avuto effetti anche sul piano economico e d’immagine. «Al di là dei risultati sportivi, la Sir è un progetto imprenditoriale strutturato e ben organizzato. Ha reso il territorio più interessante e più osservato anche a livello internazionale».
Accanto ai trofei l’ex Sindaco ricorda anche l’impegno sociale della società. «Ci sono state tante iniziative di beneficenza: partite dedicate alla raccolta fondi per la Caritas di Foligno, progetti per borse di studio destinate a famiglie in difficoltà, iniziative per pazienti oncologici e cliniche pediatriche». Tra i ricordi più significativi c’è anche la visita della squadra all’Ospedale di Perugia. «Vedere grandi campioni accanto ai pazienti è qualcosa che può fare la differenza nei momenti più difficili. È lì che si capisce quanto questa squadra sia entrata nel cuore dei cittadini».
Un capitolo importante è quello della tifoseria. «I tifosi della Sir sono tra i protagonisti di questa storia. Vivono il palazzetto con grande passione e sono cresciuti insieme alla squadra. Anche da altre città la tifoseria viene guardata con ammirazione».
Non sono mancate le sfide, soprattutto nel conciliare le esigenze di una squadra ai vertici mondiali con quelle delle tante realtà sportive locali che utilizzano gli impianti cittadini. «La società avrebbe voluto più spazio, ma dovevamo garantire opportunità anche alle realtà più piccole». Da qui l’impegno dell’amministrazione per recuperare strutture come Santa Giuliana e il Pala Pellini e per progettare nuovi impianti, tra cui quello previsto a Balanzano con i fondi del PNRR e un ulteriore progetto nell’area di Pian di Massiano.
Nel panorama sportivo cittadino non è mancato il confronto con il Perugia Calcio. «A volte è sembrata emergere una competizione», ammette Romizi. «La Sir ha saputo attrarre sponsor e risorse con grande efficacia, ma ho sempre cercato di evitare che questa dicotomia diventasse uno scontro. È fondamentale sostenere tutte le eccellenze sportive del territorio».
Guardando al futuro, Romizi resta convinto che la Pallavolo abbia lasciato alla città un patrimonio importante. «Abbiamo una bella collezione di trofei e mi auguro che ne arrivino molti altri. La Sir è diventata una realtà di livello mondiale e un fiore all’occhiello per Perugia. Ha rafforzato il senso di appartenenza della comunità e ha dimostrato che quando Sport, istituzioni e imprese lavorano insieme si possono costruire storie di successo».
A cura di
- Andrew Pompili,
- Alessio Modarelli







