Il “sorpasso” sotto rete: Luca Pisinicca della Rai racconta la rivoluzione mediatica e culturale della Sir
Negli ultimi anni la Sir Safety Perugia ha trasformato la Pallavolo in uno dei principali motori sportivi e identitari della città. In questa intervista il giornalista del TGR Umbria Rai Luca Pisinicca racconta come la crescita del club abbia ridefinito l’attenzione dei media locali, il rapporto con il pubblico e l’impatto economico e culturale sul territorio.
Come ha vissuto la redazione TGR l’ascesa della Sir Safety? C’è stato un momento in cui avete capito che era diventato un fenomeno che andava ben oltre i confini sportivi regionali?
«Per anni la Pallavolo è rimasta in secondo piano rispetto a sport più popolari come il Calcio. Adesso però qualcosa è profondamente cambiato: la Sir rappresenta la principale realtà sportiva di riferimento del territorio, spingendosi ben oltre i confini nazionali e ponendo Perugia all’attenzione dell’Europa e del mondo. Il calcio locale non fa più parlare di sé a livello internazionale dai tempi d’oro di Gaucci e dell’arrivo di Nakata. Oggi è la Pallavolo a far conoscere Perugia nel mondo, grazie ai successi mondiali e in Champions League, potendo contare su campioni acclamati come il capitano della nazionale Giannelli. L’impatto è tale che si è sovvertita anche la scaletta dei telegiornali: in occasione della vittoria della Champions League a maggio scorso la Pallavolo ha trovato spazio come apertura del notiziario, superando la storica egemonia calcistica».
C’è stato un travaso di pubblico dal Calcio alla Pallavolo oppure la Sir è riuscita a creare un bacino d’utenza completamente nuovo?
«Si sono verificate entrambe le cose. Da un lato la Sir è stata brava a costruirsi un proprio pubblico grazie all’altissimo livello di spettacolarità e all’entusiasmo generato dal passaparola. Dall’altro, complice la riduzione di interesse per un calcio locale che negli ultimi anni non sta regalando soddisfazioni, molti tifosi si sono avvicinati al palazzetto per ritrovare il calore e la voglia di tifare».
Dal punto di vista dell’indotto e del territorio, quanto incide questa realtà sulle dinamiche economiche e istituzionali?
«L’incidenza è assoluta. La Sir è stata capace di coinvolgere una grande fetta di imprenditoria locale, aggregando tanti piccoli e medi imprenditori che contribuiscono a questo successo. La città e la regione ne traggono grandi vantaggi economici, grazie anche all’arrivo di turisti, appassionati e addetti ai lavori dall’estero. Ci sono, ad esempio, molti giapponesi in visita in Italia che fanno tappa a Perugia appositamente per vedere le partite al palazzetto».
In questo ecosistema che ruolo gioca la figura del presidente Gino Sirci? E come è riuscito a trasformare la Pallavolo in un business, pur girando cifre diverse rispetto al Calcio?
«Sirci è una figura vulcanica, istrionica e di straordinaria disponibilità sia con gli addetti ai lavori che con la gente. A differenza di altre presidenze del passato o del presente calcistico, lui vive la città e si fa coinvolgere dal pubblico. Il suo unico limite, che fa parte del suo carattere, può essere un’ingerenza talvolta eccessiva nella gestione della squadra. Dal punto di vista del business, sebbene i guadagni non siano equiparabili a quelli del Calcio, è stato molto abile. Ha trovato chiavi strategiche fondamentali, come ad esempio puntare su un giocatore giapponese molto conosciuto: una mossa che, pur non avendo avuto una resa sportiva straordinaria, si è rivelata vitale per il ritorno mediatico ed economico».
Con un’attenzione mediatica così focalizzata esiste il rischio che il giornalismo sportivo umbro sia diventato troppo “Sir-centrico”? Questo mette a rischio la vostra indipendenza quando c’è da muovere delle critiche?
«È innegabile che la Sir catalizzi l’attenzione: i quotidiani storici come il Corriere dell’Umbria aprono regolarmente lo Sport con un minimo di due pagine dedicate alla squadra. Anche noi in televisione, valutando i risultati effettivi, diamo attualmente un risalto settimanale superiore alla Pallavolo rispetto al Calcio. Tuttavia questo non ha mai generato un senso di sudditanza o intaccato la nostra autonomia. Manteniamo rapporti collaborativi con tutte le discipline, ma l’approccio critico resta fondamentale nel nostro lavoro. Lo abbiamo dimostrato in passato prendendo le distanze e muovendo critiche mirate durante un caso controverso che ha coinvolto la Pallavolo femminile locale, dimostrando che l’eccellenza sportiva non ci impedisce di essere critici quando la situazione lo richiede».
Per concludere quale futuro vede per questa realtà sportiva e per il suo rapporto con la città?
«Il futuro della Sir è indissolubilmente legato al suo presidente. Finché ci sarà Gino Sirci la squadra continuerà a essere una protagonista indiscussa e una potenza della Pallavolo internazionale. Dopo di lui, considerando che Perugia non pullula di grandi imprenditori illuminati, c’è il rischio concreto che una realtà di queste dimensioni possa sparire».
A cura di
- Andrew Pompili,
- Alessio Modarelli







