Il diario: visita in Federcalcio. Emozioni, ricordi e occasioni formative
Sono stati toccati argomenti decisamente interessanti: l’organizzazione degli stadi in vista degli eventi, i media center, la gestione delle interviste e dei momenti di crisi. Un’opportunità significativa perché abbiamo potuto confrontarci con un professionista del settore che ha messo a disposizione tutte le proprie conoscenze e competenze, nella sede istituzionale del calcio italiano, mentre eravamo circondati dai trofei conquistati dalla Nazionale e da foto celebrative che ci hanno fatto emozionare e brillare gli occhi.Per la video clip della giornata click qui
LA SALA “PAOLO ROSSI”
Nella sede della FIGC, la sala del Consiglio Federale non poteva che essere intitolata a Paolo Rossi, storico calciatore della nazionale che ha condotto gli azzurri alla vittoria del mondiale spagnolo del 1982 ed è, purtroppo, scomparso lo scorso 9 dicembre 2020. A dir poco scontata è stata la nostra emozione: Rossi è una leggenda del calcio italiano entrato nei cuori di tutti gli italiani, indipendentemente dalla fede calcistica. Insieme a Bobo Vieri e Roberto Baggio, detiene il record di miglior marcatore azzurro nella storia dei mondiali con 9 gol ed è stato il primo giocatore nella storia ad essere nello stesso anno campione del mondo, capocannoniere di quell’edizione e infine a vincere il Pallone d’oro, dopo di lui solo Ronaldo il fenomeno è riuscito in tale impresa.
Simone Anastasi
UNA TRADIZIONE SEMPRE VIVA
È una sorta di sala dei ricordi e rappresenta un tributo alla storia delle Nazionali di calcio. Precede la sala “Paolo Rossi” e si presenta con le pareti ricoperte da immagini che raccontano decenni di successi, evoluzione e dedizione sportiva. Da un lato, i volti dei campioni della Nazionale maschile richiamano momenti iconici, come finali storiche e partite che hanno unito il Paese. Dall’altro, le fotografie delle squadre femminili e femminili, del futsal e del beach soccer mostrano l’evoluzione delle diverse discipline, evidenziando l’ampiezza del movimento calcistico nazionale. Le immagini non si limitano a celebrare i trofei, ma ritraggono anche sorrisi, esultanze e volti segnati dalla fatica e dalla determinazione. L’atmosfera generale è solenne, ma senza retorica, e trasmette l’importanza di preservare e valorizzare il patrimonio sportivo italiano. Non solo un omaggio ai grandi nomi del passato, ma anche un riconoscimento per l’impegno e i valori che hanno reso il calcio un fenomeno sociale e culturale di primo piano. Per gli appassionati di calcio, questa sala offre un’esperienza immersiva e documentaristica, che invita a riflettere sulla ricchezza di una tradizione sportiva che continua a evolversi.
Alessio Modarelli
LA GESTIONE DELLA PARTITA
«L’organizzazione di una partita della Nazionale inizia tre mesi prima dell’evento -ha spiegato Paolo Corbi- Il nostro primo compito è quello di scegliere uno stadio omologato alle nuove disposizioni UEFA, che ha stilato un regolamento valido per tutti i media. Questo cambiamento ha comportato, purtroppo, l’impossibilità di giocare nel sud Italia a causa di infrastrutture non ancora adeguate. Una volta la Nazionale poteva giocare in città come Lecce, Catanzaro o Napoli, mentre oggi le uniche strutture in linea con le disposizioni UEFA sono l’Olimpico (Roma), San Siro (Milano) e l’Allianz Stadium (Torino)». Una volta scelto lo stadio vengono individuati spazi per le tv e la zona mista. Il regolamento prevede una sala lavoro per i giornalisti, una per i fotografi e una sala conferenze tra i sessanta e gli ottanta posti».
E all’interno del team di comunicazione della Federazione? «Siamo divisi in due gruppi: la vera e propria redazione che si prende cura del sito e dei comunicati stampa, e un’equipe che si occupa della logistica dei media».
Cristian Gatti
LE STRUTTURE: IL MEDIA CENTER
«Ogni manifestazione FIFA o UEFA ha il proprio regolamento -ci informa Corbi- in alcuni casi è previsto l’obbligo, in altri la facoltà, di creare un media center. L’Italia come tutte le grandi nazionali lo ha sempre allestito. Si tratta di una struttura polivalente a cui tutti i giornalisti accreditati al torneo possono accedere per lavorare, seguire da remoto allenamenti e conferenze stampa».
«L’Italia ha sempre un grande seguito indipendentemente dai risultati sul campo. È evidente però che arrivati ai Quarti o alle Semifinali, la struttura arrivi facilmente ad esaurimento posti. Questo lo si deve anche ai broadcaster delle Nazionali dei paesi eliminati, che avendo pagato i diritti del torneo devono necessariamente continuare a seguire la manifestazione fino alla fine».
Andrew Pompili
QUELLA VOLTA CHE CHIELLINI
«Abbiamo l’obbligo di fare due interviste al momento dell’arrivo allo stadio: una con l’allenatore ed una con un giocatore scelto dall’ufficio stampa -ricorda Corbi- per noi è fondamentale che i giocatori abbiano la consapevolezza che le interviste vanno fatte, anche e soprattutto nei momenti difficili: ricordo quando Giorgio Chiellini, chiamò Jorginho e Marco Verratti dopo la sconfitta nelle qualificazioni al Mondiale del 2022 con la Macedonia per andare in conferenza stampa, dopo essersi consultato con me. È anche per questo che cerchiamo di costruire una prassi nei rapporti con gli atleti». Non ci sono solo le crisi di origine sportiva: a tal proposito Corbi ricorda la vicenda scommesse che portò all’ingresso delle forze dell’ordine al centro tecnico di Coverciano per parlare con tre giocatori della Nazionale: «È stato un caso impossibile da gestire. Anche perché, nonostante la discrezione della Polizia che arrivò in borghese e con auto normali, tutto fu ripreso in diretta dalla RAI, perché gia al Centro Tecnico per seguire gli allenamenti. In quell’occasione necessitammo di un legale per scrivere il comunicato stampa».
Alessio Anselmi
A cura di
- Simone Anastasi,
- Alessio Anselmi,
- Cristian Gatti,
- Giorgio Lucarini,
- Alessio Modarelli,
- Andrew Pompili







