Sirci: “Il Calcio impari dal Volley: servono più italiani per far vincere la Nazionale”

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3 Aprile 2026
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Ha staccato il pass per la Final Four di Champions League la Sir Perugia, campione d’Europa in carica. Il club umbro è tra le punte di diamante del movimento pallavolistico italiano, che vive una fase di successi anche con la sua Nazionale. Uno scenario diverso da quello del Calcio, con la Nazionale fuori dai Mondiali per la terza volta.

Per il presidente del club di Volley Gino Sirci “ci sono troppi stranieri che giocano in Italia, la liberalizzazione molte volte porta a sfavorire certe squadre. Abbiamo tanti ragazzi che vengono da Sud America, Africa, prendono il posto dei giocatori italiani. La Pallavolo obbliga ad avere almeno tre giocatori italiani in squadra, sta facendo bene”. E ancora: “La Pallavolo a differenza del Calcio riesce a percepire che i giocatori vanno fatti giocare, soprattutto quelli della nazione dove si gioca”, sostiene.

Nel Calcio di alto livello in particolare, per Sirci i giocatori italiani “sono pochi”. “Si dovrebbe secondo me tornare come prima – aggiunge -, far giocare quattro o cinque giocatori stranieri, forse sei, ma almeno la metà devono essere italiani. Uno spettacolo forse meno entusiasmante, ma così si ricominceranno a popolare gli stadi, perché giocheranno giocatori italiani che tirano di più, e poi secondo me tornerà a vincere la Nazionale che ha vinto quando c’erano gli italiani nel campionato italiano”.

Nelle sue fila la Sir vanta anche il capitano della Nazionale, Simone Giannelli, impegnato a trascinare i suoi nella corsa a Champions (Final Four a Torino 16 e 17 maggio con Varsavia prima da battere) e Scudetto. Una fase cruciale per il Tricolore, la semifinale con Piacenza è alle porte per Perugia. Lunedì è in programma gara 1 e Sirci, dopo la vittoria in campo europeo, ha qualche preoccupazione. “Ho paura che questi entusiasmi possano farci giocare una partita sottogamba, Piacenza ha giocatori molto in forma, quando li abbiamo incontrati qua ci hanno fatto soffrire, dunque bisognerà stare molto attenti”. Il presidente non parlerà ai suoi. “Ai ragazzi bastano le parole dell’allenatore, ma gli staremo vicino”.

A cura di
  • Francesco Sebastiani