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  • Andrew Pompili,
  • Alessio Modarelli
23 Maggio 2024
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Ternana, il verdetto è Serie C: dopo lo 0-3 col Bari ora serve la rifondazione

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23 Maggio 2024
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Ternana, il verdetto è Serie C: dopo lo 0-3 col Bari ora serve la rifondazione

Il verdetto del Liberati è stato una sentenza senza appello, scritta nella notte più amara. Lo 0-3 incassato nel ritorno dei playout contro il Bari ha condannato i rossoverdi alla retrocessione in Serie C dopo tre stagioni consecutive tra i cadetti. Sarebbe bastato un pareggio per salvarsi, in virtù del miglior piazzamento in classifica; invece è arrivata una disfatta tecnica e nervosa totale.

L’equilibrio si è spezzato nel momento peggiore: il gol in rovesciata del capitano del Bari, Di Cesare nel recupero del primo tempo, ha tagliato le gambe ai rossoverdi e spianato la strada ai pugliesi. Nella ripresa le reti di Ricci e Sibilli hanno solo certificato il crollo, chiudendo i conti di una serata disastrosa, seguita dalla dura contestazione del pubblico.

La stagione si è chiusa con una retrocessione che ha certificato un fallimento sportivo e progettuale su tutta la linea, aprendo inevitabilmente il tema del futuro, tra macerie da raccogliere e una piazza da riconquistare. Nel post-gara, il presidente Nicola Guida ha provato a tracciare la rotta: «Il futuro? In Serie C con me». Un messaggio diretto pensato per rassicurare l’ambiente ed escludere scenari di fughe o disimpegno immediato. «Non lo meritavano i tifosi, non lo meritava la città», ha aggiunto con amarezza. Ma le parole, per quanto “consolatorie”, non hanno spento la rabbia e la delusione nella tifoseria ferita nell’orgoglio.

Il nodo centrale del fallimento, però è andato oltre i 90 minuti e risiede in una squadra costruita senza basi solide. Sulla carta la rosa vantava numeri importanti, con valutazioni complessive da alta classifica (circa 25 milioni di euro). Nei fatti, però, si trattava di un patrimonio virtuale. I giocatori più rappresentativi e di maggior talento – da Raimondo a Pereiro, passando per Amatucci e Lucchesi – erano tutti in prestito secco. Talenti valorizzati a Terni ma destinati a rientrare alle rispettive case madri (Bologna, Cagliari, Fiorentina) senza lasciare nulla nelle casse del club umbro.

La scelta di puntare su un organico “a tempo” non ha prodotto la salvezza sperata e ora presenta un conto salatissimo: con la discesa in C, la Ternana si ritrova svuotata, senza asset tecnici di proprietà su cui lavorare o da cui ripartire.

Il futuro in Serie C imporrà probabilmente un cambio di paradigma radicale. Servirà un ridimensionamento netto ma strategico: una squadra magari meno costosa ma interamente di proprietà, sostenibile e soprattutto affamata, funzionale al campionato di Serie C. La retrocessione ha segnato una frattura profonda con il recente passato. Ricostruire sarà inevitabile e doloroso; farlo con una strategia chiara e coerente questa volta, sarà l’unica via possibile per tentare la risalita.

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