Si chiude a Perugia “Mondialito per la pace”, il primo torneo dell’integrazione
Si è conclusa oggi a Perugia la prima edizione del “Mondialito – Torneo per la Pace”, l’iniziativa sportiva che ha unito calcio e inclusione sociale, trasformando il campo da gioco in uno spazio di dialogo e cooperazione internazionale. Un evento che, attraverso lo sport, ha promosso i valori della convivenza, della comunità e della pace.
Il torneo ha visto la partecipazione di otto squadre, rappresentative di altrettante comunità nazionali: Ecuador, Senegal, Costa d’Avorio e Italia nel primo girone, Gambia, Congo, Perù e Camerun nel secondo. Le squadre si sono affrontate ogni fine settimana fino alla giornata conclusiva di oggi, dando vita a incontri intensi e molto partecipati.
Le partite si sono disputate presso gli impianti sportivi della Federcalcio di Prepo, dove si è registrata una costante e numerosa presenza di pubblico, segno dell’interesse suscitato da un’iniziativa capace di andare oltre il risultato sportivo. A testimoniare l’importanza del messaggio lanciato dal Mondialito anche la presenza e il sostegno di calciatori come Christian Kouan, che ha sottolineato il ruolo positivo del calcio come strumento di integrazione.
L’evento è stato ideato e realizzato principalmente grazie all’impegno di Enrico Ganje, calciatore attivo tra i campi di Spoleto e Castel Rigone e reduce dall’ultima stagione a Piccione. «Le numerose comunità africane presenti a Perugia e in Umbria, insieme ai tanti calciatori africani che militano nei campionati dilettantistici, rappresentano una grande ricchezza», ha dichiarato Ganje. «In un periodo storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, abbiamo voluto diffondere un segnale di pace attraverso il linguaggio universale del calcio».
Alla sua prima edizione, il Mondialito si chiude con un bilancio positivo e con il ringraziamento agli sponsor, al Comitato regionale Figc e al Comune di Perugia per il supporto fornito. Nonostante alcune difficoltà organizzative, l’iniziativa ha confermato come lo sport possa rappresentare uno strumento concreto di inclusione e un veicolo efficace per la diffusione di valori positivi.
Francesco Sebastiani







